Ivano all’Ironman France

L’Ironman è da sempre speciale. Sognarlo, allenarlo, affrontarlo e portarlo a termine fa vivere emozioni indescrivibili e inimmaginabili per chi non ha mai provato.

Ivano Anfossi, ha sognato l’Ironman per tanti anni dopo averlo già domato una volta, lo ha allenato, lo ha affrontato e lo ha portato a termine, anche se non come da lui previsto.

Ecco parte delle emozioni provate:

“Da sette anni, a fine giugno, a Nizza si svolge un Ironman. Per sei anni ho fatto da spettatore perché non ho potuto fare altrimenti! Ma, lo scorso anno, mentre scattavo le mie foto, mi sono chiesto se ancora una volta sarei potuto essere tra i partenti. Ci ho riflettuto per un mese e ad agosto (2010), per l’esattezza il 16, mi sono iscritto!

Da quel giorno è partita la mia nuova avventura! Ho acquistato una bici che non avevo più da anni e ho ricomiciato a nuotare con regolarità. Avevo l’obiettivo ben preciso di arrivare al 26 giugno 2011 al meglio delle mie possibilità! Tutto ha ruotato in funzione di questa data!

In breve tempo ho riacquistato condizioni ormai perdute e ho pianificato allenamenti a misura per me e le mie esigenze. La corsa non è stato un grosso problema visto che avevo ripreso da molto. Più trascorrevano i mesi e più mi sentivo meglio e pronto! I vari test mi davano ragione e fiducia! Undici mesi di sacrifici che mi hanno fatto capire che la caparbietà non è di sicuro il mio lato debole.

Finalmente arriva il giorno del giudizio! Iroman France si presenta da subito come un grande evento, il più grande al quale abbia mai partecipato!

Al via il timore di restare intrappolati nella massa, cerco di parlare con qualcuno negli istanti che precedono il botto, ma sono tutti più tesi di me! Il via lo vedo ma non lo sento, calci e pugni fanno parte del gioco. Riesco, però, a evitare la mattanza partendo sulla sinistra… Le sensazioni non sono quelle preventivate, ma penso ad altro anche perché è presto per dirlo; mi sento un po’ ubriaco, ma non so di che cosa visto che ho bevuto solo tanta acqua. Arrivo alle prime boe, il mare diventa piccolo, gente ovunque, cuffie blu e rosa… e via a cercare la boa successiva. Finalmente si esce per iniziare il secondo giro, mi rendo conto che dietro e davanti a me c’è il mondo. Il secondo giro passa in fretta. Poi si esce e si corre in mezzo a tantissma gente, è bello, ti dà forza!

Sento gridare il mio nome, guardo ma non riconosco nessuno, cerco la mia sacca blu per partire finalmente in bici… Ancora qualcuno mi chiama ma vedo solo tanta gente!

Si parte subito alla grande, l’adrenalina mi fa iniziare troppo forte e il Polar mi richiama all’ordine! La mia curva areo si svita, che sfiga! Quanta gente sul percorso! Tifo da Tour de France, è bello! In nessuna gran fondo blasonata l’ho mai trovato! Qualcuno mi sfotte dicendo che abbiamo solo 35′ dal numero 5! Non sono al meglio nemmeno in bici, non riesco a mantenere la concentrazione necessaria e uno sconforto generale mi perseguita! Al Km 140 capisco che la mia performance è compromessa e posso lottare solo per il traguardo!

Al cambio dopo 7h 10′ c’è ancora più gente che al mattino! Penso che devo finire per me e per i miei amici! Corro per pochi km, bene, senza alcun dolore! Non è il motore che non và, nemmeno il telaio presenta problemi, oggi la centralina non dialoga correttamente!

Appena mi fermo alcuni avversari mi toccano per incitarmi, il pubblico mi chiama per nome, come se mi conoscesse da sempre! Oggi, però, non è giornata! I minuti corrono in fretta ma non i 42 km! La frazione a me congeniale diventa una passeggiata sulla Promenade des Anglais! Mi godo la gente e i miei amici che mi sostengono e riescono a farmi sempre ripartire!

Poi mi raggiunge Zamora, addirittuta intralcio la sua rincorsa! Lo incito e lo ammiro! Corre davvero forte, ha 20 km di vantaggio su di me! Riparto per vederlo il più a lungo possibile, è disperato perché perderà il suo scettro; anche per lui gionata nera!

Penso a tutti i sacrifici che ho fatto ma non bastano! Mi resta soltanto il traguardo! Mi rendo conto che molti sono nelle mie stesse condizioni! Camminano anche atleti delle prime posizioni! Li incito ma nemmeno loro reagiscono! Incredibile ci incitiamo a vicenda, a ogni giro cerco di correre per il pubblico che è li al sole da ore! Decido di prendere da bere solo dai bambini volontari che porgono i bicchieri per fargli un saluto, sono tantissimi e a ogni km! Arriva l’ultimo giro e grazie all’incitamento di Andrea riesco a concludere sotto le 12 ore!

Al tragurdo saluto tutti con un sorriso e sono contento di essere un Ironman per la seconda volta!

Ringrazio tutti gli amici che sono venuti e quelli che mi sono stati vicino anche da lontano! Ho pensato a tutti! Il tempo l’ho avuto, credetemi!”

Per la cronaca: la gara maschile ha visto vittorioso Frederik Van Lierde con il tempo di 8h 28′ 30″, seguito da François Chabaud con il tempo di 8h 37′ 18″ e da Marcel Zamora con il tempo di 8h 40′ 55″. Il nostro Ivano Anfossi ha chiuso in 11h 58′ e 41″, 763° assoluto

dmoraglia

4 pensieri su “Ivano all’Ironman France

  1. A due giorni dalla gara continuo a chiedermi se potevo fare qualcosa di più! Certamente la mia delusione si fà sempre di più con il passare delle ore, ma in una prova così si deve essere solo al cento per cento! O forse nn basta neppure! Un grazie speciale ad Andrea, Federica e Luciano! Sono stati unici! Grazie a tutti! Ciao!

  2. Da quel che ho potuto capire e per una volta toccare con mano più da vicino quando si parla di Ironman non si parla più di una gara. O almeno non solo. Per la maggior parte dei partecipanti direi che si tratta di un pezzo della propria vita con tutti i sacrifici, le rabbie, le goie che in tale periodo si sono succedute. Ed ognuno se le porta addosso nascoste dentro al body per renderle manifeste solo un attimo in una lacrima, un sorriso, un rapido abbraccio sulla passerella del traguardo.
    E se il risultato cronometrico certamente non rende giustizia al tuo valore sportivo quello che effettivamente ha importanza è lo stile con cui questa prova si prepara e si affronta (“triathlon it’s not just a sport, it’s a lifestyle”).
    Noi abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare il tuo stile fatto di spontaneità, di testardaggine, di semplicità, di allegria, di lealtà, di coraggio ma soprattutto, anche quando le cose non vanno proprio come sperato, sempre capace di grandi sorrisi come quello che ti ha accompagnato per tutto il tempo domenica. Che dire….per noi prova più che superata. Bravo Ivano

    p.s. non ti preoccupare per la corona…ci sarà tempo e modo per guadagnarsene un’altra

  3. bravo bravo bravo ivano! concludere un ironman ,anche se nn secondo le proprie aspettative, e’ sempre una grande soddisfazione!!!!il traguardo e la fatica x arrivarci te li porti dentro x tutta la vita.
    il tuo lavoro , la tua dedizione x questo sport , tutta la preparazione invernale che hai fatto x la gara sono ammirevoli ed esemplari. sei il nostro campione!!!!!

  4. Bravo Ivano
    ogni gara, anche un semplice sprint, sai bene che è una cosa a sè….ma l’importante è esserci, riuscire a portare a casa la Finish line….nn sempre si riesce a fare la gara che si vorrebbe, ma nn fa niente
    Chiaro che, mentre uno sprint puoi rifarlo già la domenica successiva e quindi provare subito a riscattarti, per un Ironman la cosa è più complicata….ma è sempre un Ironman….per cui….hai tutti i miei complimenti…chissà mai che anch’io un giorno riesca a trovare il coraggio di mandare l’iscrizione e buttarmi così nell’avventura….mah
    Ciao Roberto

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