Neander Trail 2009

E’ il mio primo Trail vero e proprio, ho fatto solo quello del Monte di Portofino e ne ho uno splendido ricordo, mi rendo conto subito che qui sarà un’altra cosa. Già al mattino, chinandomi a casa, mi è partito il “colpo della strega” Jon (Paolo Piccone) mi guarda camminare a Montecarlo e scuote la testa sorridendo, sembro un gancetto.
Alla partenza accendo il GPS e si fulmina, mi sono dimenticato di leggere l’oroscopo!!!
Parto sereno con Paolo e Yann ma al Km 9 inizia la borsite al piede sinistr, ora il quadro è completo, corro storto alterando tutti gli equilibri ma va bene così, inizia il buio, sono ormai le 10 di sera e siamo circa a 2.200 metri, si arriva insieme fino alla frana segnalata da 4 giorni, da li per me il caos! Mi perdo. Sento le voci degli altri che mi chiamano nella nebbia sempre più fitta ma non li trovo e sbaglio strada, salgo, scendo, perdo tempo ed energie, risalgo la frana a 4 zampe e ritrovo le balisse corrette, riparto con 2 francesi ed un padovano che sta affrontando il suo primo trail con scarponcini da passeggiata, guanti da lavoro, pila a mano e bottiglia di ferrarelle in uno zainetto…

Poco dopo, in cima al colle, sbagliamo strada ed iniziamo a discendere da tutt’altra parte rispetto al percorso, la cosa succederà ancora 2 volte. Ad un certo punto sono solo, non vedo a 1 metro da me per la nebbia, ho freddo e alcuni conati di vomito, inizio a sentire il panico salire, penso di telefonare al numero di soccorso e qui, realizzo: ma allora io sono solo “chiacchere e distintivo”, allora basta poco per smontarmi, sono tutto qui?

Metto via il cellulare e cerco la balisse, la trovo e riparto.

Improvvisamente è tutto diverso, sento il bosco, la montagna, il Tutto. Alterno il camminare con una corsetta leggera, purtroppo la borsite sotto il piede sinistro è ripartita in tutto il suo “splendore” e mi fa camminare storto. Inciampo e cado più volte, improvvisamente penso alle cadute della Via Crucis e mi viene da ridere: stanno iniziando le crisi mistiche?

Gli amici che ho perso sono passati a Sospel alle 11.30 io ci arrivo alle 01.15! Uno dell’organizzazione mi chiede se voglio ritirarmi, per un attimo ci penso, poi dico un no secco e mi riempio la bocca di uvetta prima di ripartire.

Il resto è un viaggio da entronauta, senza il GPS non posso calcolare lo scorrere del tempo. Meglio!

Provo mille sensazioni ma soprattutto vivo un “Qui ed Ora” da perfetta Scuola Zen. All’alba sulla salita del Boundon sono arrabbiato, penso all’ora e mezza persa per quelle Balisse non trovate, ne parlo con un altro concorrente. Mi guarda allegro e mi chiede: “Scusa ma che ti cambia nella vita quest’ora e mezza?” Sono troppo stanco per ridere, però dentro di me rido di cuore e mi libero di un peso.
Dolore ai piedi, al ginocchio di destra, al collo. Prendo una storta e cado sul ginocchio sinistro, così adesso ho due dolori in più!

Vedo il mare, mi chiamano Paolo e Yann già arrivati e mi dicono di tenere duro che ormai ci sono, anche Enrico rimasto a casa mi telefona ed è un po’ impressionato dalla mia voce, non ha visto la faccia! Al mio confronto un Troll assomiglia ad una Velina di Striscia!

All’altezza del Golf si Montecarlo corro dormendo, ogni tanto apro un occhio per vedere di non cadere fuori strada.

Ormai è fatta, ma quanto è lunga sta discesa fino al mare?

Ho i piedi rotti, prendo storte ad ogni sasso, passeggiata a mare, una ragazza col cane mi dice “Bravo mancano 200 metri”, vedo l’arrivo, mi rimetto a correre, anche se correre è una parola grossa, zompetto, c’è Jon al traguardo, mi filma col cellulare, è fatta!

Tutti gentili, mi danno da mangiare e soprattutto una birra, torno a casa a Sanremo. Un pensiero mi folgora: e se l’ascensore è rotto!? 6 piani a piedi non li faccio!

Alla sera prendo l’attestato che avevo buttato dentro lo zaino. Lo leggo piano piano e mi scendono le lacrime, mia figlia chiede se sto scherzando, le dico di no, sono lacrime vere.
Chissà il prossimo anno che tempo farò!!!

Tempo totale 13h 53′  per circa 57Km con 2.200 dislivello e 4190 dislivello

P.S. l’unico dispiacere aver scoperto che i segnali erano stati manomessi da un concorrente passato tra i primi 20.

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