Michele Rilla ci racconta il suo triathlon

Arriva un secondo tema, quello di Michele Rilla, classe ’84, al quale personalmente auguro un po’ più di fortuna e serenità. La vita a volte ci presenta un po’ di ostacoli, ma da bravi sportivi dobbiamo sempre essere pronti a saltarli. Un grosso in bocca al lupo Michele!!!


Per me il triathlon è una promessa fatta a una persona fantastica qual’era Danielone, che mi accolse con una disponibilità e un attaccamento sorprendente.

Avevo appena smesso di nuotare dopo 12 anni passati in acqua, ma la voglia di continuare a fare sport era tanta e, seguendo le orme di colui il quale oggi lo ha sostituito (Danielino come lo chiamavano all’epoca), mi avvicinai a questi “pazzi” che dopo 40 km di bici, così, tanto per sgranchirsi le gambe, non avevano nulla di meglio da fare che correre un bel 10 km.

Danielone mi accolse a braccia aperte nella sua famiglia, sportivamente parlando, e, dopo la mia prima gara a Imperia, si congratulò con me strappandomi la promessa di provarci davvero a fare triathlon, perché pensava che sarei riuscito a togliermi delle belle soddisfazioni e soprattutto perché voleva che i ragazzi si avvicinassero a questo sport.

La vita purtroppo con le sue imprevedibili pieghe per me ha voluto altro, non dico che mi abbia ostacolato, anche se il facciatone in bici non ha aiutato di sicuro, ma sono contento nel vedere quanti ragazzi ora siano tra le fila della Riviera Triathlon. Di questo Danielone ne è sicuramente orgoglioso e la sua speranza almeno in questo è stata esaudita.

Per quanto mi riguarda proprio in questi giorni ricomincerò a nuotare e poi, da cosa nasce cosa… e quella promessa sugellata da uno schiaffotto amichevole faccio ancora in tempo a mantenerla, anche se 10 anni dopo e con 10 kg di troppo!!!

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